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ISO 9001: cosa cambierà con la revisione 2026

  • Immagine del redattore: Irene Di Sanzo
    Irene Di Sanzo
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

La prossima revisione della ISO 9001, prevista per il 2026, rappresenta un’evoluzione naturale del Sistema di Gestione per la Qualità, pensata per rispondere ai cambiamenti che stanno interessando il contesto economico e organizzativo delle imprese e degli studi professionali.


ISO 9001: gestione della qualità e controllo dei processi aziendali

L’obiettivo della nuova edizione non è stravolgere l’impianto della norma, ma rafforzare alcuni temi chiave già presenti, rendendoli più concreti, applicabili e coerenti con le reali esigenze operative delle organizzazioni.

Tra questi emergono in particolare la gestione del rischio, la digitalizzazione e l’affidabilità dei dati, la sostenibilità/ESG e il controllo della supply chain.

Analizziamo i principali cambiamenti attesi e le azioni che è possibile intraprendere fin da ora per arrivare preparati al periodo di transizione.


Revisione ISO 9001: Evoluzione non rivoluzione

Come già avvenuto con il passaggio alla ISO 9001:2015, anche la revisione 2026 si muove in una logica di continuità. Rimangono centrali l’approccio per processi, il ciclo di miglioramento continuo e il ruolo della leadership, ma aumenta l’attenzione sull’effettiva applicazione pratica del Sistema Qualità.

La norma si orienta sempre di più verso un sistema realmente integrato nella gestione quotidiana dell’organizzazione, superando l’idea di un insieme di procedure “formali” scollegate dalle decisioni operative.


Gestione del rischio: dal documento all’azione

Il concetto di risk-based thinking è già presente nell’attuale edizione, ma nella pratica molte organizzazioni lo applicano in modo statico o esclusivamente documentale.

La ISO 9001:2026 punta a rendere la gestione del rischio:

  • più dinamica, legata ai processi reali;

  • più misurabile, attraverso indicatori e dati;

  • più orientata alla prevenzione, anziché alla sola reazione.

Per PMI e studi tecnici questo significa collegare il rischio a elementi concreti come ritardi, errori ricorrenti, reclami, dipendenza da singoli fornitori o professionisti chiave.


Digitalizzazione e integrità dei dati

Un altro asse centrale della revisione riguarda la gestione delle informazioni del Sistema Qualità. Non si tratta di “digitalizzare tutto”, ma di garantire che le informazioni siano affidabili, tracciabili e disponibili quando servono.

La digitalizzazione, se correttamente impostata, consente di:

  • ridurre la burocrazia;

  • evitare errori e duplicazioni;

  • semplificare audit e controlli;

  • rendere il Sistema Qualità più sostenibile nel tempo.

Strumenti come: la gestione documentale con versioning, i moduli digitali per le registrazioni qualità, i workflow per non conformità e azioni correttive o le dashboard KPI, stanno diventando elementi sempre più coerenti con l’evoluzione della norma.


Cosa fare fin da ora

La versione definitiva è attesa nel 2026, ma le imprese possono iniziare subito a pianificare la transizione. Il periodo di adattamento sarà di circa tre anni, ma chi si muove per tempo potrà ridurre tempi e costi.

Ecco una roadmap operativa per le PMI:

  1. Analizzare lo stato attuale

Confronta il tuo sistema qualità ISO 9001:2015 con le novità del Draft 2025. Identifica i punti di forza e le aree da aggiornare.

  1. Coinvolgere la direzione e il personale

La revisione rafforza il ruolo della leadership e della cultura aziendale: serve un approccio partecipativo, non solo tecnico.

  1. Integrare rischio e opportunità

Aggiorna la pianificazione strategica con una visione preventiva: ogni rischio può nascondere un’opportunità di crescita.

  1. Gestire i dati con metodo

Introduci strumenti semplici (dashboard, KPI, report) per monitorare le performance e dimostrare miglioramenti concreti.

  1. Pianificare la transizione

Definisci un piano di adeguamento con obiettivi e tempi. Un percorso graduale consente di distribuire l’impegno nel triennio.


Sostenibilità ed ESG: tema trasversale

La sostenibilità entra nella ISO 9001 in modo trasversale, senza trasformare il Sistema Qualità in un sistema ambientale o sociale. Il focus è sull’integrazione delle aspettative degli stakeholder e delle richieste provenienti da clienti, filiere e contesto normativo.

Per molte PMI e studi tecnici questo significa dover dimostrare attenzione a:

  • criteri di fornitura responsabile;

  • rispetto di requisiti ambientali e sociali richiesti dai clienti;

  • coerenza tra processi interni e impegni dichiarati.


Cosa fare fin da ora

  • Inserire i temi ESG nell’analisi del contesto e delle parti interessate

  • Tradurre le richieste esterne in requisiti operativi chiari e verificabili


Supply chain: più controllo sui processi esternalizzati

La qualità del risultato finale dipende sempre più da fornitori, partner e servizi esterni. La revisione 2026 rafforza l’attenzione sul controllo dei processi affidati all’esterno, con un approccio basato sul rischio.

Questo vale sia per le imprese manifatturiere sia per gli studi tecnici e professionali che si appoggiano a consulenti, laboratori, fornitori IT o subappaltatori.


Cosa fare fin da ora

  • Classificare i fornitori in base alla criticità

  • Monitorare le prestazioni con indicatori semplici ma significativi

  • Formalizzare la gestione dei cambiamenti che possono impattare sulla qualità

 

Come arrivare pronti al periodo di transizione

Prepararsi alla ISO 9001:2026 non significa riscrivere tutto il sistema, ma rafforzare ciò che già esiste, rendendolo più coerente con le evoluzioni della norma.

Un percorso efficace può includere:

  • una valutazione dello stato attuale del Sistema Qualità;

  • l’individuazione delle aree prioritarie di miglioramento;

  • un graduale adeguamento dei processi, anche attraverso strumenti digitali;

  • audit interni mirati sugli aspetti più critici.


In conclusione, la ISO 9001:2026 rappresenta un’opportunità concreta per rendere il Sistema Qualità più utile, più snello e più integrato nella gestione quotidiana dell’organizzazione. Affrontare il cambiamento con anticipo permette di evitare interventi affrettati, migliorare l’efficienza dei processi e rafforzare la credibilità verso clienti, enti e stakeholder.

Prepararsi oggi significa trasformare un obbligo futuro in un vantaggio competitivo reale.


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