Conciliare famiglia e lavoro: cosa cambia con la certificazione accreditata UNI/PdR 192:2026
- 5 ago
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In Italia la difficoltà di tenere insieme responsabilità familiari e lavoro non è un problema individuale: è una criticità strutturale, che si intreccia con due nodi ben noti, la ridotta partecipazione femminile al mercato del lavoro e il calo delle nascite.
I numeri parlano chiaro. Secondo il Rapporto CNEL–ISTAT "Il lavoro delle donne tra ostacoli e opportunità" (marzo 2025), tra i genitori di 25-54 anni con figli minori il tasso di occupazione è del 91,5% per gli uomini e si ferma al 61,6% per le donne: un divario di 29,9 punti. Tra chi non ha figli lo stesso divario scende all'8,6%.
In altre parole, è proprio la presenza di figli ad allargare il gap occupazionale tra uomini e donne.
A questo si aggiunge un quadro demografico sempre più fragile: gli Indicatori demografici ISTAT – Anno 2025 registrano 355 mila nati, circa 15 mila in meno rispetto al 2024 (-3,9% in un anno). Servono politiche capaci di sostenere davvero la genitorialità, i caregiver e la permanenza delle donne al lavoro.
Cosa fa la UNI/PdR 192:2026
È in questo scenario che si inserisce la certificazione accreditata dei sistemi di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro secondo la UNI/PdR 192:2026.
La Prassi "Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie" definisce i requisiti per adottare misure strutturate a sostegno di maternità, paternità e carichi di cura familiare, verificate tramite una valutazione di conformità accreditata di terza parte. Riguarda le organizzazioni private e, compatibilmente con il quadro normativo vigente, anche quelle pubbliche.
La certificazione nasce all'interno del percorso promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia, in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L'incentivo: fino all'1% di esonero contributivo
Qui arriva il punto che interessa più da vicino le imprese. Il DL 62/2026 – convertito con modificazioni dalla Legge 112/2026 – riconosce alle imprese in possesso delle attestazioni previste dalla normativa un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all'1%, entro il limite di 50 mila euro annui per impresa.
Tra le certificazioni ammesse, quella secondo la UNI/PdR 192:2026 è l'unica fondata su un documento tecnico-normativo UNI che richiede l'accreditamento. A garanzia del monitoraggio della misura, gli organismi accreditati trasmettono ai due Dipartimenti i dati aggiornati sulle certificazioni rilasciate, con valori iniziali e target raggiunti dalle aziende sulle aree e sugli indicatori previsti.
Un modello che dialoga con la parità di genere
La UNI/PdR 192:2026 adotta lo stesso approccio per processi già introdotto dalla UNI/PdR 125:2022 sui sistemi di gestione per la parità di genere. Entrambi i modelli chiedono all'organizzazione di:
definire politiche aziendali formali;
fissare obiettivi misurabili;
pianificare azioni concrete;
monitorare i risultati tramite KPI;
effettuare un riesame periodico e un miglioramento continuo.
La conseguenza pratica è importante: chi adotta entrambi i sistemi può svolgere audit integrati, valorizzando la complementarità dei due schemi e riducendo le duplicazioni.
Scegliere un organismo accreditato da Accredia significa poi coerenza delle valutazioni, uniformità dei criteri, affidabilità dei risultati e continuità della sorveglianza. In una parola: una certificazione più solida, comparabile e credibile, fondata su evidenze documentate e monitorata nel tempo, con la garanzia di una verifica terza indipendente su competenza e imparzialità.
L'iter di accreditamento degli organismi
La Circolare tecnica DC N° 29/2026 stabilisce che gli organismi che intendono certificare secondo la UNI/PdR 192:2026 devono rispettare i Regolamenti Generali Accredia RG-01 e RG-01-01, essere accreditati secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1:2015 e affrontare un programma di giornate di verifica variabile a seconda del punto di partenza.
Organismo già accreditato alla ISO/IEC 17021-1:2015½ giornata di esame documentale; 1 giornata di verifica in sede (riducibile nei casi previsti) più rapportazione; 1 verifica in accompagnamento.
Organismo accreditato per schemi diversi dalla ISO/IEC 17021-1:20151 giornata di esame documentale; 3 giornate di verifica in sede (riducibili) più rapportazione; 1 verifica in accompagnamento.
Organismo non accreditato in alcuno schema1 giornata di esame documentale; 4 giornate di verifica in sede (riducibili) più rapportazione; 1 verifica in accompagnamento.
Per il mantenimento dell'accreditamento, Accredia condurrà un numero di verifiche proporzionale ai siti certificati dall'organismo: fino a 50 siti, 1 verifica in accompagnamento e 1 in sede; tra 51 e 200 siti, 2 in accompagnamento e 1 in sede; oltre 200 siti, 4 in accompagnamento e 1 in sede.
Come possiamo aiutarti
La UNI/PdR 192:2026 non è solo un adempimento: è l'occasione per rendere strutturali e misurabili le politiche di welfare e conciliazione della tua azienda, accedendo a un incentivo contributivo concreto e rafforzando reputazione e capacità di attrarre e trattenere talenti.
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